Nello showroom di Milano ho cercato di costruire un racconto che aiutasse a entrare nel lavoro di Marco Introini. Le fotografie, insieme a testi e materiali tratti dal suo percorso, si sono messe in relazione con il prodotto ERCO, che faceva da scenografia, e con le maniglie Mandelli 1953. Materia, presenze botaniche e dettagli hanno dato a questo incontro una dimensione decorativa e culturale.
Con la primavera, la luce cambia e ridisegna facciate e palazzi, facendo emergere dettagli inattesi. Le fotografie e i testi di Marco Introini invitano a uscire, alzare lo sguardo e conoscere Milano attraverso la sua architettura.
Avevo già incontrato il lavoro di Marco Introini nello showroom ERCO di Varese, dove era stata allestita una precedente mostra dedicata alle sue fotografie.
Per Milano siamo partiti dalla stessa traccia espositiva, adattandola allo spazio e introducendo alcune modifiche. Il mio lavoro è cominciato da lì.
Non volevo che le fotografie rimanessero semplicemente immagini esposte nello showroom. Volevo costruire un legame più evidente tra il lavoro di Introini, Milano, l’architettura e il mondo ERCO.
Nei libri ho cercato tracce e testimonianze: storie, luoghi, architetture, trasformazioni. Elementi capaci di avvicinare il lavoro di Introini a chi avrebbe incontrato le sue fotografie.